Il sindaco Matteo Lettieri racconta la nascita del Festival Internazionale delle Arti: «La cultura deve essere condivisa, non chiusa nei campanili»
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«David Cronenberg? Per noi è stato come portare i Pink Floyd a Celico». Questa frase, ormai iconica, spiega meglio di mille parole il valore di un ospite che l’anno scorso ha portato Celico alla ribalta nazionale e internazionale. Quest’anno David Cronenberg è tornato in veste addirittura di Presidente onorario del Festival delle arti di Celico dedicato alle Alchimie Creative.
Un appuntamento nato quasi come una scommessa e che porterà nel piccolo centro presilano registi, scrittori, attori e intellettuali di livello internazionale.
«L’anno scorso è stata un’esperienza straordinaria. Cronenberg si è innamorato della Calabria, di Celico, di Cosenza e del nostro territorio. È una persona estremamente disponibile e quest’anno è stato felicissimo di tornare», racconta il sindaco di Celico Matteo Lettieri nel corso dell’intervista negli studi di Cosenza Channel.
Dietro il progetto c’è una precisa idea culturale e politica: utilizzare arte e cinema come strumenti di rilancio territoriale e turistico. «Abbiamo deciso di investire sulla cultura perché il turismo si promuove anche così, andando a valorizzare il territorio attraverso eventi che danno grande risalto e fanno crescere l’intera area», spiega il primo cittadino.
Il festival, come l’anno scorso, non resterà nei confini di Celico ma coinvolgerà direttamente Cosenza, l’hinterland e soprattutto l’Università della Calabria, sede di masterclass e incontri aperti a studenti e appassionati.
«Quando c’è qualcosa di culturale va condiviso. I campanilismi non servono a nulla», sottolinea il sindaco. «Per questo abbiamo voluto coinvolgere il territorio e rendere gratuiti molti eventi. La cultura deve arrivare a tutti, anche a chi normalmente non può permettersela».
Ed è proprio questa apertura uno degli elementi che il Comune rivendica con maggiore orgoglio. Lo scorso anno, racconta ancora il sindaco, il festival riuscì a coinvolgere anche persone poco abituate a frequentare teatri e cinema.
«La gente è uscita arricchita da quelle serate. È stata una cosa che mi ha toccato profondamente e che mi ha convinto a fare di tutto per organizzare la seconda edizione».
Il programma di quest’anno punta ancora più in alto. Oltre a Cronenberg ci saranno Nicola Gratteri, Antonio Nicaso, Francesco Costabile, Giovanni Veronesi, Cesare Bocci e la poetessa canadese Joséphine Bacon, una delle principali esponenti della cultura Innu del Québec.
Fondamentale il ruolo dei direttori artistici Donato Santeramo e Antonio Nicaso, entrambi docenti universitari in Canada e legati personalmente al sindaco da un’amicizia nata anni fa negli Stati Uniti.
«Quando ero giovane lavoravo in un college americano dove c’erano anche loro. Ci siamo conosciuti lì e abbiamo mantenuto i contatti. Oggi, grazie a loro, un piccolo paese come Celico riesce ad arrivare nel mondo».
Il festival si inserisce inoltre in una più ampia strategia culturale costruita attorno alla figura di Gioacchino da Fiore, nato proprio a Celico. «Abbiamo costruito tutto attorno alla figura di Gioacchino. Il logo del festival richiama il monaco incappucciato e stiamo lavorando anche sulla sua casa natale, sulle illuminazioni scenografiche e persino su una realtà aumentata che permetterà di dialogare virtualmente con lui».
Un modo per trasformare la cultura in identità, attrattività e futuro per un territorio che prova a sottrarsi alla marginalità attraverso il cinema, il pensiero e la capacità di immaginarsi oltre i propri confini.


