Il Cosenza aspetta Fabio Lucioni. L’ex difensore di Benevento, Lecce, Frosinone e Palermo è sempre più vicino al ruolo di nuovo direttore sportivo rossoblù. L’accordo tra le parti, di fatto, c’è. Restano da sistemare gli ultimi passaggi e, soprattutto, si attende l’ok definitivo di Eugenio Guarascio, chiamato a mettere il sigillo finale su una scelta che aprirebbe ufficialmente il nuovo corso tecnico del club.

Lucioni, classe 1987, sarebbe alla prima esperienza assoluta dietro la scrivania dopo una lunga carriera da calciatore, vissuta tra Serie C, Serie B e Serie A. Un profilo forte, carismatico, abituato a vincere campionati e promozioni, ma anche una scommessa per un ruolo nuovo e delicato. Il Cosenza lo ha individuato come uomo al quale affidare la ricostruzione dell’area tecnica, in una fase nella quale il tempo è già diventato un avversario.

Il nome di Lucioni era emerso con decisione già nei giorni scorsi, insieme a quello di Federico Coppitelli per la panchina. Il tecnico, reduce dall’esperienza alla Casertana, resta un profilo da tenere in forte considerazione nel caso in cui l’arrivo dell’ex difensore dovesse essere formalizzato. Prima, però, serve chiudere il tassello principale: il direttore sportivo.

La prudenza, in casa Cosenza, non è mai troppa. Soprattutto quando l’ultima decisione passa dalle mani di Guarascio. La storia recente rossoblù insegna che, anche davanti a trattative ben avviate o praticamente definite, il finale può cambiare all’improvviso. È successo con allenatori, direttori sportivi e figure tecniche che sembravano a un passo dal club, salvo poi vedere tutto saltare nel momento decisivo.

Solo lo scorso anno, ad esempio, sembrava tutto fatto con una figura importante come Stefano Capozucca. L’ex ds del Cagliari sbarcò perfino a Lamezia Terme, prima di essere ghostato da Guarascio.  Ancora più clamorosi alcuni precedenti legati alla panchina.

Nel 2017 Vincenzo Torrente arrivò fino in Calabria per firmare con il Cosenza, ma l’accordo non si concretizzò e il club virò poi su Piero Braglia. Nel 2021 sembrava tutto fatto per Walter Novellino dopo la sconfitta di Pisa e il possibile esonero di Roberto Occhiuzzi, ma Guarascio cambiò idea e lasciò il tecnico al suo posto. Nel 2022, dopo l’esonero dello stesso Occhiuzzi, arrivarono in Calabria sia Bisoli che Zaffaroni: il primo rimase, il secondo ripartì da Lamezia senza praticamente incontrare la società. Fino al caso Lucarelli-Alvini, con il tecnico livornese diventato allenatore in pectore due stagioni fa, prima del dietrofront legato ai costi dell’operazione.

Ecco perché, anche adesso, anche con Lucioni ci deve comunque essere la necessaria cautela: una trattativa molto avanzata, vicina alla chiusura, ma non ancora blindata fino all’ultimo sì del presidente.